Italian poem
Fiume, onde armato il mio buon vicin
by Pietro Bembo
Fiume, onde armato il mio buon vicin bebbe, quando del gorgo e de la destra riva fugò lo stuol di Sparta, che veniva di quel cercando, che trovar gl’increbbe,
qual ti fe’ dono e quant’onor t’accrebbe quel dì, che ‘l corso tuo leggiadra e schiva
vincea Madonna, e ‘n contro a te saliva col sol, ch’a lei mirando invidia n’ebbe,
e d’un oscuro nembo ricoperse la ricca navicella d’ogn’intorno, che di ventosa pioggia la consperse.
Ma poi, come temesse infamia e scorno di tal vendetta, il ciel turbato aperse, rendendo a Teti chiaro e puro il giorno.