Italian poem
XIII
by Pietro Bembo
Chiare, fresche e dolci acque, ove le belle membra pose colei, che sola a me par donna; gentil ramo, ove piacque (con sospir mi rimembra) a lei di far al bel fianco colonna; erba, e fior, che la gonna leggiadra ricoverse con l’angelico seno; aer sacro sereno, ov’Amor co’ begli occhi il cor m’aperse; date udienzia inseme a le dolenti mie parole extreme.
Se ’l pensier che mi strugge, com’è pungente e saldo, cosí vestisse d’un color conforme, forse tal m’arde e fugge, ch’avria parte del caldo, e desteriasi Amor là dove or dorme; men solitarie l’orme fôran de’ miei piè lassi per campagne e per colli, men gli occhi ad ognior molli, ardendo lei, che come un ghiaccio stassi, e non lascia in me dramma, che non sia foco e fiamma.
Date udienzia inseme a le dolenti mie parole extreme.
E non lascia in me dramma, che non sia foco e fiamma.
Donna mi prega, perch’io voglio dire d’un accidente, che sovente è fero, et è sí altero, che si chiama Amore.
Mai non vo’ piú cantar, com’io solea.
Nel dolce tempo de la prima etade, che nascer vide et ancor quasi in erba la fera voglia, che per mio mal crebbe.