Italian poem
Cappella in campagna
Giù dall’antica grata, estenuati i fiori morti, su l’altare, il Santo, dolcissimo nel suo nitido manto, con gli occhi un po’ velati, un po’ velati
forse, chi sa, da qualche umano pianto; due ceri gialli, senza fiamma, a i lati, due ceri senza fiamma, inanimati come i cuori che mai sepper lo schianto.
La ghirlandetta d’una verginella, sfiorita a pena a pena, intorno a i biondi capelli di una nitida madonna;
nel mezzo, una colonna; una colonna sfinita, in essa un pio nido di rondini solo, coperto d’erba tenerella.
Venni non so per quale sogno assai dolce al mio cuore umile; fu ieri mattina; volli portare due ceri nuovi, due ceri bianchi come mai
e due rose – ho i miei piccoli rosai anch’io — due rose bianche come i ceri; sembravano fiorite in monasteri chiuse, le rose, in languidi rosai.
Oh la fiamma purissima, oh il profumo novo ch’io seppi nella breve stanza che la mano soave ricompose!
La Madonna, un po’ triste fra le rose, disse: Che vale tua dolce esultanza s’io per dolore sempre mi consumo?
Su i candelabri, i ceri arsero in pura fiamma, come due cuori amanti; tutti arsero, e per un poco su i distratti avanzi andò la fiamma malsicura.
Nell’aria fu un onda di sepoltura e il cuore ripensò tutti i suoi lutti, come il pesco ripensa i dolci frutti nella feconda estate moritura.
Le rose giovinette, ne la pia solennità, esalarono la breve anima; oh gli atti e le preghiere vane!
Quanta tristezza scese nella mia anima, quando da non so qual pieve giunse pei cieli un suono di campane!
Una fascia di sole, ancòra; una striscia, un filo sottile, una chiarezza indefinita, un’ultima allegrezza di luce, poi l’ombra, bruna, più bruna,
più nera. Ho nel cuore una tristezza intensa, immensa come mai nessuna tristezza; oh non potrebbe ora la luna scendere un poco da la dolce altezza?
Distinguo appena la Madonna, ha immoti gli occhi lucidi come lame, come le sette spade che le stanno in cuore;
intorno, un po’ d’argento luce: i voti de gli umili, de i buoni senza nome ch’ebbero ancora fede nel dolore.