Italian poem
Il campanile
I
Il prete bianco s’affacciò, protese le faticate braccia sì soavi ai cieli e mormorò: — parvero gravi le sue parole quanto mai — «Le offese
perdono, come già Tu perdonavi, ho vestito un ignudo, a chi mi chiese la spiga ho dato il pane, ai venti ho stese le mani e assai rimproverai gli ignavi.
Colmo è l’ovile, ma la porta è aperta! Un’agnella fuggì ieri — ben sai — ma stamani tornò nel buono ovile».
Disse il vecchio e la mano bianca e incerta levò per benedire come mai il villaggio, la chiesa e il campanile.
II
Un ruinar precipite di frane ignote, il lungo rombo nella notte pallida e il campanile vide rotte a terra, immote le sue due campane,
cadute senza grida e senza lotte, così, come due stanche anime umane. Oh non verranno più da le lontane case le donne per la messa, a frotte!
Irto per la sua doglia, muto, solo, come l’ira che in cuor chiuso si cuoce, il campanile si pensò usignuolo
privo del canto buono e fu maggiore la pena poi che non avea la voce onde gridare al mondo il suo dolore.