Versos Italian Silvio Pellico Dio e Maria

Italian poem

Dio e Maria

by (1789–1854)

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Umile sì, ma ardimentoso il core Sorga dal fango e si sollevi a Dio: Cinto d’argilla, ma di te, Signore, Figlio son io!

Bella è la terra, e i favillanti strali Del nobil astro che il suo sen feconda, E il dì e la notte, e i fiori e gli animali, E l’aere e l’onda.

Bello è l’imper dell’uom su gli elementi: Ei gioia cerca, e gioia sogna o trova; Ma sete sempre han suoi desiri ardenti Di gioia nuova.

A me non bastan tue bellezze, o terra; Le indagai tutte, le ammirai, le ammiro; Ombre son vaghe, e morte a lor fa guerra: Io il ver sospiro.

Ed in te solo è il vero, o impermutato Bello ineffabil che allumasti il sole, Ed a’ tuoi figli nella polve hai dato Vita e parole.

Chi sei? nol so. Chi son? nol so. Ma pure Traluci a me, benchè ti copra un velo; In mille voci annuncian tue fatture Il Re del Cielo.

Ma delle tue fatture la più bella, Quella che più di grazia è portatrice, Quella che più ti rappresenta, quella Che al cor più dice,

Ell’è Maria, la Vergine, la Figlia Dell’Uomo, in Ciel fatta a’ fratei reina! La femminil pietà che s’assomiglia Alla divina!