Italian poem
Verita'
by Silvio Pellico (1789–1854)
Non v'inganni, o mortali un dispettoso Filosofar che tutte cose annera: Sdegno pur troppo ci sembra generoso Alla infelice de' maligni schiera: Giustificar così cercar l'ascoso Senso d'iniquità che li dispera, O pur malignan perchè infermi sono, E mertan, non già plauso ma perdono.
Ogni nobile petto ebbe un amico, O più d'un n'ebbe, e alcun ne serba ancora, E se perseguitato anco e mendico Visse fra indegni e fra più indegni mora, Ei si rammenta qualche amato antico, E alle umane virtù crede e le onora, E, morendo, ci consolasi al pensiero Che in cielo ei rivedrà quel cor sincero.
Ogni nobile petto ha reverenza Di giuste leggi, ed egualmente abborre La non volgare e la volgar licenza, Che dritto vanta, e ad ingiustizia corre: Ei sa, che se perfetta sapïenza Giammai non puossi a leggi umane, imporre, Pur son tal ordin, senza cui la terra Sarìa di tigri sanguinosa guerra.
Ogni nobile petto ama, ed è amato: Ogni nobile petto il giusto vede: Ogni nobile petto un deturpato. Culto deplora, e al vero culto crede; Dai lumi della grazia irradïato Ragiona, e a sua ragion guida è la fede; Sprezza le vanità, ma gli uomini ama, E a sublime sentier seco li chiama.
SOFISMO.
Che fate, o sciagurati, in sì ria valle, Stima alterna sognando, e alterno amore? Volgete ad ogni mira alta le spalle, Scambiatevi dispregio, odio, livore: Segua ognun della vita il mesto calle Fin che sotto a' suoi piè cresce alcun fiore, Poi, dacchè a tutti ei far non puossi boia, Si squarci il seno, e disperato muoia!