Italian poem
Del mio decimo lustro ecco già s'erge
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Del mio decimo lustro, ecco, già s’erge L’antipenultim’anno, e a caldo passo Spinge la ruota mia più sempre al basso, Dove il fral nostro in alto oblío s’immerge.
Ma la parte dell’uom, che viva emerge Dal sepolcrale grave invido sasso, Ridendo aspetta, anzi desía, del lasso Corpo il dormire, il cui dormir lei terge.
Dolce lusinga, in un sublime e insana, Che il cor ci nutri e in ampj sogni acqueti, Sei tu verace un Ente, o un’aura vana?
Certezza averne, or ci faria men lieti. Me dunque inganna, o del mio oprar Sovrana, Tu che il morir secondo altera vieti.
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