Italian poem
Erano i miei pensier rivolti altrove
by Andrea Maidalchini (1660–1735)
Erano i miei pensier rivolti altrove, Allor che Dio vibrò di grazia un raggio, Che chiamolli, e gustar fe’ lor un saggio Dell’alto immenso ben, ch’egli a noi piove. E qual Ape, se in Ibia avvieni che trove Più dolce umor, s’arresta in suo viaggio; Tal l’intelletto mio reso più saggio Tutto s’immerse in le delizie nuove. Finch’ei per lor dal basso fango tolto Se vide in Cielo appo il divino Amore, Ed io me tutto entro sue fiamme involto: Sicch’or grido, Signore, o addoppia il cuore, O a te mi chiama dal mio Fral disciolto, O tempra in parte il tuo celeste ardore.