Italian poem
Quand'io credea, che in me gli ardori intensi
by Andrea Maidalchini (1660–1735)
Quand’io credea, che in me gli ardori intensi Fossero estinti, e ne gioiva il cuore, Venne furtivo il pargoletto Amore, E riaccese nel seno incendi immensi. E acciò saggia Ragion mai più non pensi Ad ammorzare il ravvivato ardore, L’empio in guardia vi pose il suo furore In compagnìa de’ contumaci sensi: E se Morte talor vuol darmi aita, Tosto porge il crudel breve ristoro, Che dà vigore all’alma egra e smarrita. Così scherza il fanciul col mio martoro, Che sol per suo piacer mi serba in vita, Sicch’io vivo morendo, e pur non moro.