Italian poem
Varianti
by Angelo Poliziano (1454–1494)
Con volubile giro il piè discioglie.
E dove eccelso platano con densa Piacevol ombra vigila:, ecc.
Il gattice verdeggia, ecc.
Fatte le querce intente a quelle note Giú dalle balze corrono, ed il Pelio La sua di fronde orbata cima scuote.
E t’offron la multifora zampogna Per disposare la canzone al suono, T’offron di Pandïon gli augelli, insieme Col digradante, ecc.
Chiamerà; quindi con allegri salti
E nel mentre ch’Enea seco rapisce [Lx xxxxx] nella pugna arcadi schiere,
Sovra il tronco muscoso; ecc.
. . . . Onde al fanciullo un vasto Ingegno procedette, ecc.
Ahimè! per nulla mosso; e Dolon còlto
. . . . . . Erofile, dell’Ida Stirpe, e Sabbi dottissima, e Demofila. E Figo, e Manto, e Fennide indovina, Femonoe pitonessa che la vita All’esametro dié, Carmenta madre, E Deifobe annosa a Glauco figlia.
Qua e là in fuga le stelle in ciel vediamo
Rose pierie coglie, onde l’audace Cupído serti a’ propri crini intrecci;
Oscuro; e te piú ch’altri mai protervo,