Italian poem
Chi nel regno almo d'Amore
by Anton Giulio Brignole Sale (1605–1665)
Chi nel regno almo d’Amore brama l’ore — trar serene fuor di pene, d’una sola amante stolto non si chiami; molte n’ami, — ma non molto. Finga pene per ciascuna, ma nessuna — abbia la palma d’arder l’alma; talor esca in mezzo al viso breve pianto, ma fra tanto — in cor sia riso. La modesta, se ti scaccia, tu procaccia — che l’audace ti dia pace; se la bianca ti beffeggia, la brunetta per vendetta — e tu vagheggia. Quando vede donna bella che sol ella — nel tuo petto ha ricetto; in trofeo, meschin, ti mena, flagellato, condannato — a vil catena. Ma se scorge che tu scaltro, tosto ad altro — amabil volto sarai vòlto, non si mostra piú severa, ma pietosa, amorosa, — lusinghiera. Quel van titolo di fede, che ognun chiede — e ognun desia, è pazzia. A vestirsi è fede avezza di candore, ch’è il colore — di sciocchezza.