Italian poem
Dagli occhi santi, ove onestate alloggia
by Antonio Sforza (1700–1735)
Dagli occhi santi, ove onestate alloggia, E maggior possa, e più bei raggi assume, Posso imparar con quali salde piume L’Alma si leva, e al Ciel sicura poggia: Che da quel primo dì, che tanta pioggia Versaro in me di puro amico lume, Scosso d’intorno suo freddo costume, Non più lo spirto al reo desir si appoggia. Ma non posso imparar lo stil, che serpe Per entro al’Alme, e con tal modo destro Incanta, e lega, e il cuor dal seno sterpe: Ch’ella non l’ebbe già per caldo d’estro, Nè per Apollo, o per dono d’Euterpe, Ma qualche Angelo in Ciel le fu maestro.