Italian poem
L'aura gentil che sospirando move
by Buonaccorso da Montemagno il Vecchio (?–1400)
L’ama gentil che sospirando move L’avorio e l’ostro che ’l pensier m’invesca, Col soave spirar più non rinfresca I disir caldi. . . . . . . . . Onde, se da’ bei labbri ancor non piove L’usata grazia e le parole ch’esca Fur di mia vita nell’età più fresca, Convien che morte lagrimando prove. Però, cor mio, tu che con lei dimori, Io ti consiglio, quando è più serena, Che gli rammenti il duol che mi consuma. Forse ella per oblìo mi dà tal pena; Chè aver diletto degli altrui dolori Da spirito gentil non si costuma.