Versos Italian Carlo Emanuele Muzzarelli Spirti fra tutti eletti

Italian poem

Spirti fra tutti eletti

by (1797–1856)

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Spiriti fra tutti eletti, Che cantate nel Ciel l’eterno Osanna, A che il sommo lasciate, o benedetti, E qual cura vi affanna Che fra gli umani ad abitar venite? Ma, non aspro pensier qui ne conduce Voi rispondete, è Duce A noi la gioja, ed il volere eterno. Ai più soavi affetti L’uom schiuda il core: udite, o genti, udite, Chiuso è per sempre il tenebroso inferno. Se ai fugaci piacer volte le spalle Seguir vi piaccia di virtute il calle. Nacque il Sir della gloria, E il nascer suo ben ne sentì Satanno; Egli è quel forte, che ha sul reo vittoria Che al pianto, ed all’affanno Toglie il mortale, e amico il ciel gli schiude Egli è quell’uno incomprensibil, grande, Lo cui nome si spande Per ogni parte del Creato, ed oltre, Di cui dirà l’Istoria: Coprian le membra tenerelle, ignude Di quel Divo non aurea, o regal coltre, Ma pochi panni, e fra il rigor del verno, L’ispide paglie fur letto all’Eterno, O fanciullo divino, Che di uno sguardo fai tremar la terra, Poichè reggi di noi egri il destino, Pon modo all’aspra guerra De’ rei pensieri, onde mi parla il core. Per te ripieno di costanza, al segno Giunga del santo Regno, Ove il mortale in te mirar s’indìa; Tu mi schiudi il cammino Me non inganni lusingando amore, Ma Tu mi reggi per la dubbia via, Onde al fin giunto del mortal vïaggio Abbia corona, che si addice al saggio, Dall’alto delle spere Ove le cose di quaggiù correggi, Odi propizio i voti, e le preghiere Di chi servo a tue leggi Čaldo è di affetto pel natio paese. Regnin di nuovo in questo ital suolo Le virtù prime, e solo Si odano accenti di concordia, e pace. Non più da menti altere Si rinnovino al Ciel le antiche offese; Ma di Padre, e di sposo amor verace Della prima virtù conduca i giorni, E questa Roma al suo splendor ritorni. Dal Mar Sicano ai Mari, I cui ghiacci ha il Britanno invan tentato Il nome tuo a celebrar s’impari: E del Vate Scettrato Emulando la flebile armonia, Ognun pietà de’ proprj falli implori. Il sommo de’ pastori Miri aumentarsi la diletta greggia. Popoli immensi e vari Gli offran l’omaggio, che negaro in pria, E dove l’uom più imbruna, o più biancheggia S’ergan Are, e delubri, e incensi e voti Ti porgan fra le preci i Sacerdoti. Canzon, che al nascer dell’Uom Dio nascesti, Muovi con piè sicuro Al più vile abituro, Nè il timore ti arresti D’essere avvolta in sì misere vesti, Ch’ei pure è poverello, e un Dio di pace Della vera umiltà solo si piace.