Versos Italian Carlo Emanuele Muzzarelli Ti allegra o Sionne, le antiche promesse

Italian poem

Ti allegra o Sionne, le antiche promesse

by (1797–1856)

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Ti allegra o Sionne, le antiche promesse Si compiono alfine, la pianta di Jesse In riva al Giordano, predetta spuntò. La terra poc’anzi di orrore coverta Si veste di fiori, la piaggia deserta Feconda rugiada di stille bagnò.

Cessato è l’affanno, risorge la speme, Di Adamo fra breve fia salvo quel seme, Che ingrato tentava lo sdegno del Ciel. Già schiude di nuovo l’Empiro le porte; Redento è il mortale da regni di morte, Più l’ombra non teme del tacito avel.

Le turbe vaganti per ampj deserti, Del proprio destino i popoli incerti Rinascono a speme di vita miglior. La nata fanciulla è l’alba foriera Di un Sole Divino, che vince la sera, Che regna perenne col proprio fulgor.

La tanto aspettata è limpida stella, Che quando più freme l’avversa procella, Al porto conduce lo stanco nocchier, È l’iri di pace, è l’arca del patto, Che toglie, che sperde l’antico misfatto, Che l’uomo ritorna al dritto primier.

Lasciate per poco le sedi celesti Su l’agili piume movete quà presti, Voi Angeli Santi, Voi gloria del Ciel, E un cerchio formando d’intorno alla culla, Che chiude, che vanta la bella fanciulla Dell’ali spiegate voi fatele un vel;

E al sonno composti quegli occhi amorosi, Non turbino ingrati i sogni affannosi La bella quïete, che intorno le sta. Non oda, non oda le grida feroci, Non vegga, non vegga le barbare voci, Che il Golgota stesso sdegnato vedrà.

Ma un vago bambino di biondi capelli Le venga d’innante fra i sogni più belli, E a mille le renda i baci d’amor. Sia dolce, tranquillo il sonno di questa, Che prove inaudite da vincer le resta Nei giorni predetti dal Regio Cantor.