Italian poem
CI - Al poco giorno e al gran cerchio d'ombra
Al poco giorno e al gran cerchio d’ombra son giunto, lasso!, ed al bianchir de’ colli, quando si perde lo color ne l’erba; e ’l mio disio però non cangia il verde, si è barbato ne la dura petra che parla e sente come fosse donna.
Similemente questa nova donna si sta gelata come neve a l’ombra; che non la move, se non come petra, il dolce tempo che riscalda i colli e che li fa tornar di bianco in verde perché li copre di fioretti e d’erba.
Quand’ella ha in testa una ghirlanda d’erba, trae de la mente nostra ogn’altra donna; perché si mischia il crespo giallo e ’l verde sì bel, ch’Amor lì viene a stare a l’ombra, che m’ha serrato intra piccioli colli più forte assai che la calcina petra.
La sua bellezza ha più vertù che petra, e ’l colpo suo non può sanar per erba; ch’io son fuggito per piani e per colli, per potere scampar da cotal donna; e dal suo lume non mi può far ombra poggio né muro mai né fronda verde.
Io l’ho veduta già vestita a verde sì fatta, ch’ella avrebbe messo in petra l’amor ch’io porto pur a la sua ombra; ond’io l’ho chesta in un bel prato d’erba innamorata, com’anco fu donna, e chiuso intorno d’altissimi colli.
Ma ben ritorneranno i fiumi a’ colli prima che questo legno molle e verde s’infiammi, come suol far bella donna, di me; che mi torrei dormire in petra tutto il mio tempo e gir pascendo l’erba, sol per veder do’ suoi panni fanno ombra.
Quandunque i colli fanno più nera ombra, sotto un bel verde la giovane donna la fa sparer, com’uom petra sott’erba.