Italian poem
CII - Amor, tu vedi ben che questa donna
Amor, tu vedi ben che questa donna la tua vertù non cura in alcun tempo che suol de l’altre belle farsi donna; e poi s’accorse ch’ell’era mia donna per lo tuo raggio ch’al volto mi luce, d’ogne crudelità si fece donna; sì che non par ch’ell’abbia cor di donna ma di qual fiera l’ha d’amor più freddo; ché per lo tempo caldo e per lo freddo mi fa sembiante pur come una donna che fosse fatta d’una bella petra per man di quei che me’ intagliasse in petra.
E io, che son costante più che petra in ubidirti per bieltà di donna, porto nascoso il colpo de la petra, con la qual tu mi desti come a petra che t’avesse innoiato lungo tempo, tal che m’andò al core ov’io son petra. E mai non si scoperse alcuna petra o da splendor di sole o da sua luce, che tanta avesse né vertù né luce che mi potesse atar da questa petra, sì ch’ella non mi meni col suo freddo colà dov’io sarò di morte freddo.
Segnor, tu sai che per algente freddo l’acqua diventa cristallina petra là sotto tramontana ov’è il gran freddo e l’aere sempre in elemento freddo vi si converte, sì che l’acqua è donna in quella parte per cagion del freddo: così dinanzi dal sembiante freddo mi ghiaccia sopra il sangue d’ogne tempo, e quel pensiero che m’accorcia il tempo mi si converte tutto in corpo freddo, che m’esce poi per mezzo de la luce là ond’entrò la dispietata luce.
In lei s’accoglie d’ogni bieltà luce: così di tutta crudeltate il freddo le corre al core, ove non va tua luce: per che ne li occhi sì bella mi luce quando la miro, ch’io la veggio in petra, e po’ in ogni altro ov’io volga mia luce. Da li occhi suoi mi ven la dolce luce che mi fa non caler d’ogn’altra donna: così foss’ella più pietosa donna ver me, che chiamo di notte e di luce, solo per lei servire, e luogo e tempo! Né per altro disio viver gran tempo.
Però, Vertù che se’ prima che tempo, prima che moto o che sensibil luce, increscati di me, c’ho sì mal tempo: entrale in core omai, ché ben n’è tempo, sì che per te n’esca fuor lo freddo che non mi lascia aver, com’altri, tempo; ché se mi giunge lo tuo forte tempo in tal stato, questa gentil petra mi vedrà coricare in poca petra per non levarmi se non dopo il tempo, quando vedrò se mai fu bella donna nel mondo come questa acerba donna.
Canzone, io porto ne la mente donna tal, che con tutto ch’ella mi sia petra, mi dà baldanza, ond’ogni uom mi par freddo; sì ch’io ardisco a far per questo freddo la novità che per tua forma luce, che non fu mai pensata in alcun tempo.
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