Italian poem
Gentil donne valenti, or m'aitate
by Cino da Pistoia (1270–1336)
Gentil donne valenti, or m’aitate Ch’io non perda così l’anima mia; E non guardate a me qual io mi sia, Guardate, donne, alla vostra pietate: Per dio, qualora insieme vi trovate, Pregatela che umìl verso me sia; Ched altro già il mio cor non disìa, Se non che veggia lei qualche fïate; Chè non è sol de’ miei occhi allegrezza, Ma di quei tutti c’hanno da Dio grazia D’aver valor di riguardarla fiso; Ch’ogn’uom che mira il suo leggiadro viso Divotamente Iddio del ciel ringrazia, E ciò ch’è tra noi qui nel mondo sprezza.