Italian poem
In fra gli altri difetti del libello
by Cino da Pistoia (1270–1336)
In fra gli altri difetti del libello, Che mostra Dante signor d’ogni rima, Son duoi sì grandi, che a dritto s’estima Che n’haggia l’alma sua luogo men bello. L’un è: che, ragionando con Sordello E con molt’altri della dotta scrima, Non fe motto ad Onesto di Boncima Ch’era presso ad Arnaldo Danïello. L’altr’è; secondo che ’l suo canto dice, Che passò poi nel bel coro divino Là dove vide la sua Beatrice, E quando ad Abraam guardò nel sino Non riconobbe l’unica fenice Che con Sïon congiunse l’Apennino.
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