Italian poem
In sin che gli occhi miei non chiude morte
by Cino da Pistoia (1270–1336)
In sin che gli occhi miei non chiude morte, Mai non avranno dello cor riguardo; Ch’oggi si miser fisi ad uno sguardo, Che ne li fur molte ferite porte: Ond’io ne son di già chiamato a corte D’Amor, che manda per messaggio un dardo; Il qual m’accerta che, senz’esser tardo, Di suo giudizio avrò sentenza forte; Però che di mia vita potestate Dice ch’egli ha, di sì altero loco Che dir mercè non vi potrà pietate: Or piangeranno li folli occhi il gioco. Ch’io sento per la lor gran vanitate Appreso già dentro la mente il foco.