Italian poem
Perchè nel tempo rio
by Cino da Pistoia (1270–1336)
Perchè nel tempo rio Dimoro tutta via aspettando peggio, Non so com’io mi deggio Mai consolar, se non m’aiuta Dio Per la morte ch’io cheggio A lui che vegna nel soccorso mio, Ch’e’ miseri, com’io, Sempre disdegna, com’or provo e veggio. Non mi vo’ lamentar di chi ciò face, Perch’io aspetto pace Da lei su ’l punto dello mio finire; Ch’io le credo servire, Lasso, così morendo, Poi le disservo e dspiaccio vivendo. Deh or m’avesse Amore, Prima ch’io ’l vidi, immantenente morto, Che per biasmo del torto Avrebbe a lei et a me fatto onore! Tanta vergogna porto Della mia vita che testè non more, Ch’è peggio del dolore Nel qual d’amar la gente disconforto; Chè una cosa è l’Amore e la Ventura, Che soverchian natura, L’un per usanza e laltra per sua forza; Sì ch’io vo’ per men male Morir contro alla voglia naturale. Questa mia voglia fera È tanto forte, che spesse fïate Per l’altrui potestate Darìa al mio cor la morte più leggiera: Ma, lasso!, per pietate Dell’anima mia trista, che non pêra E torni a Dio qual’era, Ella non muor, ma vive in gravitate; Ancor ch’io non mi creda già potere Finalmente tenere Che a ciò per soverchianza non mi mova Misericordia nova: Ma avrà forse mercede Allor di me il signor che questo vede. Canzon mia, tu starai dunque qui meco A ciò ch’io pianga teco: Ch’io non so dove tu ti possa andare, Ch’appo lo mio penare Ciaschedun altro ha gioia: Non vo’ che vadi altrui facendo noia.