Versos Italian Dante Alighieri Poesie sparse/Dante

Italian poem

Poesie sparse/Dante

by (1265–1321)

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Un giorno, al chiuso, il pedagogo fiacco m’impose la sciattezza del comento alternato alla presa di tabacco.

Mi rammento la classe, mi rammento la scolaresca muta che si tedia al commentare lento sonnolento;

rivedo sobbalzare sulla sedia il buon maestro, per uno scolare che s’addormenta su di te, Comedia!

Attento! Attento! - Ah! più dolce sognare con la gota premuta al frontispizio e l’occhio intento alle finestre chiare!

Ad ora ad ora un alito propizio alitava un effluvio di ginestre sul comento retorico e fittizio.

La Primavera, l’esule campestre, conturbava la gran pace scolastica pel vano azzurro delle due finestre.

Io fissavo gli attrezzi di ginnastica, gli olmi gemmati, l’infinito azzurro in non so che perplessità fantastica,

e tendevo l’orecchio ad un sussurro, ad un garrito di sperdute gaie, in alto in alto in alto, nell’azzurro.

Guizzavano, da presso, l’operaie affacendate in paglia in creta in piume, riattando le case alle grondaie...

Con gli occhi abbarbagliati da quel lume primaverile, mi chinavo stracco, ripremevo la gota sul volume.

E riudivo il pedagogo fiacco alternare alla chiosa d’ogni verso la consueta presa di tabacco...

Ah! non al chiuso, ma nel cielo terso, nel fiato novo dell’antica madre, nella profondità dell’universo,

nell’Infinito mi parlavi, o Padre!