Italian poem
Rime (Dino Frescobaldi)/L'alma mia trist'è seguitando 'l core
L’alma mia trist’è seguitando ’l core in biasimare Amore, sforzandosi di dir la pena mia: com’i’ son fora uscito di valore, . . . . . . [ -ore], per cui servir par ched i’ nato sia; e com’ la mente sospirando more, vedendosi disnore d’aver voluta mai sua compagnia. Questo mi fa perch’i’ ’1 chiamo signore e voglio servidore esser di lui ovunque il cor disia. Omai vedete s’egli è cos’altera e s’egli è cosa da sperare in lui, e s’egli è cosa ch’abbia in sé virtute! Io credo questo, sì come colui che l’ha provato: ch’e’ vol sua salute crudelemente inver’ di lui sia fera.
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