Versos Italian Dino Frescobaldi Rime (Dino Frescobaldi)/Per gir verso la spera, la finice

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Rime (Dino Frescobaldi)/Per gir verso la spera, la finice

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Per gir verso la spera, la finice si scalda sì, che poi accende fiamma in loco ov’ella infiamma, sì che Natura vince vita allora. Così per ver, ché ’l meo pensier lo dice, mi mena Amor verso sì fatta fiamma, che ’l cor già se ne ’nfiamma, tanto che Morte lui prende e colora de lo su’ frutt’ altero ch’innamora. Tant’ è cocente, che chi ’l sente chiaro trova radice d’ogne stato amaro. Egli ’l mi par sentir già nella mente venuto per vertù d’est’ ugelletta, la quale uom non alletta né altro, fuor ch’Amor, che·llei ’ntenda. Ferr’ ha spicciato sì, possibilmente, che, dentro stando, tempera saetta, onde poi insaetta le mie vertù, sì che ’l martìr m’aprenda. Ed io, che temo nel finir m’offenda, chero Pietate al cui richiamo i’ sono, ed a costei nel mi’ finir perdono. Di ciò che la mia vita è nimistate, lo su’ bello sdegnar qual vuol la mira, priegol, poi che mi tira in su la morte, che mi renda pace: ché mi mostra un pensier molte fïate, il qual d’ogni altro più di dolor gira, com’ io le sono in ira, sì che tremando pianger me ne face. Lo spirito d’amor che nel cor giace, per cunfortarmi mi dice: «Tu déi amar la morte per piacer di lei». Allor ch’i’ odo che per su’ diletto e’ mi convien provar quel falso punto ov’ i’ son quasi giunto, sì che mi mostra un doloroso affanno, dico che mosse fuor del su’ ’ntelletto l’ardente lancia che m’ha così punto dritto nel fianco appunto ed in quel loco ove’ sospiri stanno; li quali sbigottiti or se ne vanno davanti a quella per merzé di cui, poi ch’io la vidi, innamorato fui. Deh, canzonetta, i’ vo’ che tu celata tenghi costei con le parole c’hai, ovunque tu girai: perché mi par ch’a torto faccia offesa, non vo’ che tua cagion ne sia ripresa.