Italian poem
Esequie
by Emilio Praga
Suonano a esequie, un feretro s’avvia, Un prete è in allegria.
O mio canestro di olezzanti fiori, Tavolozza di forme e di colori, O stelle che dal ciel mi sogguardate Collo splendor delle tremanti occhiate, Ditelo voi, vergini cose, è vero, Ch’io tutto finirò nel cimitero?
Suonano a esequie, un feretro s’avvia, Un prete è in allegria.
Voi che vivete, o fior, nell’ozio blando, L’aria che in mezzo a voi vien spigolando Non vi racconta mai se battan l’ali Dopo l’ultimo giorno alme immortali? Stelle, quando la morte un’alma miete Nulla salir per l’etere vedete?
Suonano a esequie, un feretro s’avvia, Un prete è in allegria.
Stelle, mai non vedeste a notte oscura Spirti in fiamma esalar la mia pianura? Gelsomini, se il suol che vi ha concetto Nel fango si educò di un cataletto, Nulla udiste venir lungo lo stelo, Verso i petali schiusi, e verso il cielo?
O fior, centuplicatemi l’olezzo.... Ch’io non senta il mio lezzo!
Stelle, scendete nell’anima mia Di mè stesso a ingannar la tenebria! Rinnegate il Signore, o fiori, o stelle, Che vi fè così puri e così belle, Mi creò sì superbo, e buono, e lieto, E intascò sogghignando il suo segreto!