Italian poem
S'è ver ch'a un cenno del crudel Caronte
by Faustina Maratti (1679–1745)
S’è ver ch’a un cenno del crudel Caronte In un con noi su la funesta barca La rimembranza degli affanni varca Di là dall’altra sponda di Acheronte: Credo, che allor il ferro e le man pronte Avrà contro il mio fil la terza Parca, E vedrà l’alma di sue spoglie scarca Starle de’ mali la memoria a fronte: Passerà forse il nudo spirto mio Là negli Elisi ov’Innocenza è duce, Lieto a goder tranquilla aura serena. Ma a por su tanti e tanti affanni obblìo: Temo che quante pigre acque conduce Il negro Lete basteranno appena.