Italian poem
Capitolo Xxi
Della caritá e dell'opere della misericordia corporali e spirituali.
--Amor--diss'ella--è la cagione e 'l fine d'ogni vertú e d'ogni atto morale e delle cose umane e di divine.
E tanto ogni vertú appo Dio vale, quanto ha d'amore; e quanto d'amor manca, convien che la vertú da bontá cale;
ch'amore è volontá accesa e franca a voler fare; e, mentre l'amor dura, nell'operar la volontá mai stanca.
E questo amor va sempre a dirittura, quando elegge per fine e per suo porto il Creatore e non la creatura.
E cosí alcuna volta anco va torto, quando elegge per fine e per suo segno cosa che manca e che ha l'esser corto;
onde, s'alcun prudenza, ovver lo 'ngegno, ovver iustizia, ovver mostri fortezza, ovver clemenza con atto benegno,
e ciò facesse a fin d'aver ricchezza, non saría questo il buon amor, ch'i' ho detto, né quella caritá, che Dio apprezza;
ché caritá è un amor perfetto, ed è dilezion contemplativa, che 'n ciò, che ama, ha Dio per suo obietto;
ed ogni cosa, o che sia morta o viva, ama ed apprezza, in quanto è buona in Dio, e sopra tutto Lui, donde deriva. p. 379 E questa caritá, ch'ora dico io, ama il demonio, in quanto da Dio pende per creatura, e non in quanto è rio.
Cosí di grado in grado ella descende, amando piú e men, secondo i gradi; e quanto trova il ben, tanto s'accende.
Ma, perché amor, se tu diritto badi, sta in congiunzion stretta e perfetta, quando è onesta e fuor degli atti ladi
questa coniunzion cosí costretta, chiunque la rompe, separa o disparte, convien che grave offesa egli commetta.
Però, mirando quanto a questa parte la caritá è altramente ordita, ed altramente il suo amor comparte,
prima ama Dio, che l'esser e la vita dona alla mente, e poi ama se stesso, ché nulla cosa ha l'uom piú che sé unita;
poi ama i genitor dopo sé appresso, e li figli, la donna e li nepoti, secondo il grado loro ovver processo.
In questo amor, se tu attento noti, vertú, natura e caso altrui coniunge, quando è onesto e con atti divoti.
E, quando questo amor va alla lunge, se caritá lo scalda e fállo grande, a' peccatori ed a' nemici adiunge.
Non ch'a lui piaccian l'opere nefande, ma, 'nquanto uomini, gli ama e per essi òra, ed a ben far ancor la man lor spande.
La caritá appar perfetta allora laggiú nel mondo, quando è sí accesa, che del suo iniuriante s'innamora.
E, perché la vertude s'appalesa nell'operar, cosí si manifesta nell'operar la caritá, c'hai 'ntesa, p. 380 che 'l pover pasce e che dona la vesta a chi è nudo, e visita e dá aiuto a quello, il qual l'infermitá molesta;
e va al prigion, che 'n carcere è tenuto, e che sia liberato e sia disciolto s'adopra con favore e con tributo;
anco è da lei 'l pellegrin raccolto, e fa che 'l morto di terra si copre, facendo aiuto perch'e' sia sepolto.
E fuor di queste sonno anco sette opre di spirital pietá laggiuso in terra, che per grandezza a queste van di sopre.
Prima riprende il prossimo, quando erra, soavemente; e, s'e' non si corregge, d'asprezza e poi d'accusa gli fa guerra.
L'altra consiglia con senno e con legge, il prossimo drizzando in la via dritta, quando sta in dubbio e non sa che si elegge.
L'altra conforta poi la mente afflitta, l'animo roborando a pazienza, che vince, se a terra non si gitta.
La quarta dá il dono della scienza allo ignorante, il nobile tesoro, che piú che la ricchezza ha d'eccellenza.
La quinta prega per tutti coloro che sonno viator nel mortal mondo, e per color che stanno in purgatoro.
L'altra sopporta il gravissimo pondo de' viziosi e chi mal si nutríca col mal costume e col vivere immondo;
ché, dacché 'l vizio ha la vertú nemica e fagli sempre oltraggio, or quinci pensa se a sopportar li rei è gran fatica.
L'altra rimette e perdona ogni offensa. Queste due sempre son l'opre pietose, che Caritá giú nel mondo dispensa. p. 381 Alza la mente omai all'alte cose, ch'io ti dirò, ch'agl'intelletti bassi per troppa sottigliezza son nascose.
Sappi che amor sempre move li passi dietro al conoscimento; e, se ben note, senza esso gli atti del voler son cassi;
ché amar si posson ben cose rimote dagli occhi e dalli sensi, ma non mai s'aman le cose all'intelletto ignote.
Quanto è 'l conoscimento, o poco o assai, del ben, che move ed ha 'l voler piacente, tanto s'accende amor, di cu' udito hai.
E, perché 'l mondo ovver la mortal gente non ben conosce le cose del cielo, però non l'ama ben perfettamente;
ché non posson veder se non col velo de' sensi lor, sí come vede il vecchio al lume fioco d'un piccol candelo.
E, perché veggion Dio sol nello specchio, il Creator nelle sue creature, però l'amor laggiú non ha parecchio
a questo di quassú, che aperte e pure vede este cose e che da Dio procede ogni altro bene e tutte altre nature.
Or veder puoi ch'amor sempre col piede va dietro al bene, e tanto ha 'n sé augumento, quanto el conosce e quanto in bontá eccede.
Or mira ben a quel ch'ora argumento: che, quando amor pervien col suo desire al sommo Ben, che 'l posa e fa contento,
giammai da quello amor si può partire, ché nulla displicenzia è che 'l rimova, ed ogni complacenzia ha nel fruire.
E, dacché ogni dolcezza quivi trova e che quel sommo Bene è infinito, sempre la mente trova cosa nova. p. 382 Cosí contentasi il doppio appetito, in pria la mente e poi la volontade, ché l'uno e l'altro ha ciò, che ha concupito.
La mente ve' la prima veritade nella prima cagion, dalla qual vène ogni altro effetto ed ogni altra bontade.
La volontá, che ha sete d'aver bene, lo gusta e beve quivi in la sua fonte, ch'eternitá e securtá contiene.
Però chi vede Dio a fronte a fronte, convien che abbia caritá compiuta, se ben ha' inteso le parole cónte.
Ma giuso in terra è fredda e diminuta, sinché, illustrata di lume sereno, alzará 'nsino a Dio la sua veduta.
Per satisfarti ancora ben appieno, benché sia in cielo amare Dio necesse, non però il libero arbitrio è qui meno;
però che quei, che stan nel beato esse, amano Dio con volontá amorosa, se ben hai 'nteso le parole espresse;
ch'amor e volontá è una cosa, ed a quel pasto, ove l'amor si pone, il voler anco libero si posa.
E, perché 'n Dio è tutta la cagione, che ad amar la volontade move, la qual si move sempre a cose bone,
però, quand'ella ha lui, non va altrove, sí come fa la pietra ovvero il foco, quand'egli giunge al suo proprio dove,
ché ogni cosa ha posa nel suo loco.--
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