Versos Italian Felice Cavallotti Felice Cavallotti

Italian poem

Felice Cavallotti

by (1842–1898)

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Oh, salve dell’Etna — gloriosa contrada Che il giogo rompesti — brandisti la spada! Fratelli noi siamo — del grande Nizzardo, Corremmo alla voce — che guerra tonò! Flagella! flagella! superbo peana, De gl’incliti prenci la punica fé; Del frate Loyola la nera sottana, L’ignavia dei servi, l’orgoglio dei re! Non è la poesia Di penombre e di schizzi umil negozio: È un’austera e gentil filosofia, D’ogni fede è la fede e il sacerdozio. dal cor profondo Un «non so cosa» sal di molesto E la man destra fa un certo gesto Come di cetra corde a toccar. Fra baci e languide carezze e canti Vòlino, vòlino rapidi i dí. Sdraiato sui floridi margini In vetta alla verde collina Che lieta di tralci si china Al bacio del glauco Verban, Rifugio dell’ore piú torbide, Di sogni dimora ridente, Mio caro, mio picciol Dagnente, Qui un di l’osse mie poseran. Era un bardo; Giulio era il nome. Quindici lustri premeanlo a sera; Pur sul rugoso fronte non dome L’ire fremevano dell’alma austera; Passò imprecando; sferzò; derise: «Tutto è putredine!» disse... e s’uccise.