Italian poem
Sera
Quando dai margini--verdi, le Driadi, Fuggendo i roridi--guazzi del Vespero, Solinghe traggono--verso gli spechi, I campi han echi
Indefinibili;--la brezza mormora; L'estremo bacio,--coi raggi vividi, Sugli alti culmini--dardeggia il sole; Rose e vïole
Pingon la glauca--vôlta dell'etere; I grilli trillano--fra l'erbe tenui; E dentro il calice--chiuso dei fiori, Nido d'amori,
Trovano un talamo--pieno d'effluvii Gli insetti; i placidi--sonni discendono; Ed accarezzano--le fronti umane Estasi arcane.
È allor ch'io medito--dei melanconici Miei versi il flebile--metro!... Di lagrime Un vel m'intorbida--l'occhio languente; Allor, dolente
D'inconsapevoli--mali, di squallidi Giorni d'angoscia--sento il presagio; Ricordo i rantoli--dei moribondi, Penso ai profondi
Misteri, ed évoco--mille fantasimi Torvi, ed enumero--tutte le noje, Tutte le ambascie,--tutti i sospiri, Tutti i deliri,
Che angustian l'anima--di quei che vivono! E sulle spiagge--dei vasti océani Singhiozzo e vagolo,--fremo ed impreco Al Fato bieco
Che in quest'assidua--vita, pulviscolo Gramo, mi esagita;--che in questo circolo Triste m'avvinghia--dell'esistenza; Vana parvenza,
Cui non i secoli--la via segnarono, E che precipita--(l'indivisibile Tarlo recandosi--d'un perchè ignoto) Giù nel remoto!...
Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida Musa, che inebbriasi--di ardenti cantici Allor che in candide--nebbiose bende L'alba risplende;
Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida Musa, che veglia--serena ed ilare; E a me gli esametri, nella notturna Ora, dall'urna
Dorata, prodiga--mescendo; il Vespero Ha, nella tremula--penombra, il dubbio E, nella mistica--melanconia Ha l'agonia!
Ed io, che, trepido,--di questa effimera Mia vita medito--l'ora novissima, Reco nell'intima--mente una vaga Scienza presaga:
Credo che il debole--fil, che mi tessono Le Parche, rompersi--dovrà al crepuscolo; E che il mio spirito--dovrà partire All'imbrunire;
Poichè, or che in fervidi--flotti il mio sangue Nelle ancor giovani--membra si esagita, Io, del crepuscolo--nella penombra, Mi sento un'ombra!
Ottobre 1876.