Italian poem
Scena Vii
NABUCO solo, sul trono.
NABUCO (cupamente)
E di Nabuco Sono i pensieri, ahimè, i nemici soli Ch'egli teme!...--La terra e il mar son vasti; Ma, ad averne l'imper, basta una spada! Oro, gloria, poter:... facili prede Di volgari nature! Io li posseggo, E non son lieto!...--Anch'io ringhio ed addento, Come il mastin, se alcun li tocca.... Il suo Brandel di carne esso difende, ed io Il mio frusto d'impero.... Eppur, s'accheta Il mastino satollo;... ed io non trovo Riposo invece!... Un mendico, che geme Agonizzante per eterna fame, Sta in me Nabuco onnipossente: e invano, Per sazïarlo, io gli gettai finora. Cento vittorie, e cento regni, e il mondo!... Ei sempre grida: «No! Non questo cibo Mi sazia!...»
(Depone la corona e lo scettro--A poco a poco notte completa)
Ora vediam: Tutte le cose Hanno una forma ed un mister: mutare Noi la forma possiam; ghermir l'arcano Mistero.... forse!....--Ogni volgar natura Della forma si sazia; ogni divina Sazierebbe il mistero?... Io del mistero La conquista tentar dunque dovrei? Oh, l'immane fatica!... In suo confronto Gioco mi par di cerretani quella Che già compii....
(alzandosi, come allucinato e come parlasse a un fantasma che sta in lui)
Ma, orsù, rispondi: «È questo Forse il cibo che chiedi?»
(come dando ascolto e come ripetendo parole che gli giungono vagamente)
È questo!... È questo!
(con un grido, ergendosi della persona)
All'opra, dunque!... All'opra!
(ricade accasciato sul trono, momento di pausa)
Ahi, quante volte Io fin qui giunsi.... e poi caddi spossato! Non dell'armi il valor quì la vittoria Può darmi! E, lo potesse, ad ogni cosa Dovrei muovere battaglia; poichè ognuna Ha il suo mistero!... E, li vincessi tutti Della terra i misteri, in alto io volgo Lo sguardo....
(fissa lo sguardo in fondo, dove appare il cielo stellato)
Il ciel tutto si ingemma d'astri.... Ed ogni astro è una sfida.
(alzandosi, con impeto)
E sia!... Degli astri Alla conquista!
(ricadendo accasciato)
E come?... Son lontani.... E ignota è a me la forza, che potrebbe Fino ad essi sospingermi!--La forza? Che è dessa mai?.... Quella d'Afraïsàb, Che cento affronta e uccide o fuga; o quella D'Jeroboàm, che, vinto, parla.... e vince Me, Nabuco? È la mia, che il mondo doma; O quella dei sapienti di Giudea, Che affascinò la mia?
(scende dal trono e passeggia)
Popolo grande Dagli ermetici libri e dai profeti Che leggono nei cieli....
(come stanco va a sedere sui gradini del trono)
«A re Nabuco «Gloria!»... E Nabuco è un bimbo che si affanna Per un balocco che gli vien negato, E quei che ha già farebbe in pezzi!
(si copre il volto colle mani.--Pausa.--La luna sorge; un suo raggio penetra dal fondo).
VOCE DI DAÌRA (che s'avvicina, a destra, cantando)
La rosa gialla come l'or risplende; Essa alla pesca il profumo involò; Sicchè del frutto il desiderio accende, E pesche vuol chi rose gialle amò!
NABUCO (fra sè, sollevando il volto)
E canta Costei!