Italian poem
Dopo due lustri, le romane mura
by Francesco Della Valle (1590–1627)
Dopo due lustri, le romane mura, ov’io vissi non so se vita o morte, lascio, e sperando di cangiar mia sorte, stolto il partire ogni mio ben mi fura. Se resta il lume e meco vien l’arsura degli occhi che mi diede Amor per sorte, in uscir queste antiche amate porte esce a me l’alma ed il mio dí s’oscura. Tu che sul Tebro ancor, Brivio felice, giá glorie acquistar sai con nobil arte e sei del mio bel Sol fatto fenice, deh, fammi per pietá picciola parte del ben che godi, e mentre a me non lice, invola raggi e a me li manda in carte.