Italian poem
La guancia che fu già piangendo stancha
La guancia che fu già piangendo stancha riposate su l’un, signor mio caro, et siate ormai di voi stesso piú avaro a quel crudel che ’ suoi seguaci imbiancha.
Coll’altro richiudete da man mancha la strada a’ messi suoi ch’indi passaro, mostrandovi un d’agosto et di genaro, perch’a la lunga via tempo ne mancha.
E col terzo bevete un suco d’erba che purghe ogni pensier che ’l cor afflige, dolce a la fine, et nel principio acerba.
Me riponete ove ’l piacer si serba, tal ch’i’ non tema del nocchier di Stige, se la preghiera mia non è superba.