Versos Italian Francesco Petrarca Sonetto CCXCII (O Tempo, o ciel volubil, che…)

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Sonetto CCXCII (O Tempo, o ciel volubil, che…)

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O Tempo, o ciel volubil, che fuggendo Inganni i ciechi, e miseri mortali; O dì veloci più che vento, e strali, Or’ ab esperto vostre frodi intendo: Ma scuso voi, e me stesso riprendo: Che Natura a volar v’aperse l’ali; A me diede occhi: ed io pur ne’ miei mali Li tenni; onde vergogna, e dolor prendo. E sarebbe ora, ed è passata omai, Di rivoltarli in più secura parte, E poner fine a gl’infiniti guai. Nè dal tuo giogo, Amor, l’alma si parte, Ma dal suo mal; con che studio tu ’l sai: Non a caso è virtute, anzi è bell’arte.