Versos Italian Francesco Petrarca Sonetto CXXIV (QUel sempre acerbo, ed onorato giorno…)

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Sonetto CXXIV (QUel sempre acerbo, ed onorato giorno…)

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QUel sempre acerbo, ed onorato giorno Mandò sì al cor l’immagine sua viva; Che ’ngegno, o stil non fia mai che ’l descriva: Ma spesso a lui con la memoria torno. L’atto d’ogni gentil pietate adorno, E ’l dolce amaro lamentar ch’i’ udiva, Facean dubbiar, se mortal donna, o diva Fosse che ’l ciel rasserenava intorno. La testa or’ fino; e calde neve il volto; Ebeno i cigli; e gli occhi eran due stelle, Ond’Amor l’arco non tendeva in fallo; Perle, e rose vermiglie, ove l’accolto Dolor formava ardenti voci, e belle; Fiamma i sospir; le lagrime cristallo.