Italian poem
Sovra un trono di fuoco il Dio d'Amore
by Francesco Redi (1626–1697)
Sovra un trono di fuoco il Dio d’Amore Stava sedendo, e vi tenea sua Corte, E spalancate al Tribunal le Porte, Spirava orgoglio in maestoso orrore: Ordigni di barbarico rigore Da quei muri prendean, lacci e ritorte, E mille inciampi di contraria sorte, E mille inganni di quel reo Signore. Curioso desìo colà mi spinse Sol per vedere, e senz’altro pensiero; Ma un fiero laccio il folle piè m’avvinse. E n’ebbi un duolo sì diverso e fiero, Che dentro al cuore ogni potenza estinse, Sì di me prese il crudo Amor l’impero.