Versos Italian Franco Sacchetti Cari signor collegi e consolari

Italian poem

Cari signor collegi e consolari

by (1332–1400)

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Cari signor collegi e consolari Che tra gl’incendi romori e ruine La repubblica aveste nelle braccia; Mirate i giorni preteriti amari, Che furon tutti esempli e discipline Di quei che vuol ch’ognuno in pace giaccia. Certo, mirando nella vostra faccia, Veggio risurta la Prudenza degna Che con saggio consiglio altrui governa. Non è chi ’l ver discerna Nel loco dove questa virtù manca. Gittata la trovaste da man manca: Or con voi siede e regna. Seguitela, per dio; chè vostra pace Con seco porta ed ogni ben verace. Rimessa avete la Giustizia santa Nella sua seggia, che vi dà ragione E verità contro le false guance. Questa giacea lebbrosa tutta quanta, Povera nuda cieca ed in prigione; La spada rotta, e in terra le bilance. Spezzate son da voi le inique lance Che potevano offender gl’innocenti, E spento ogni veleno, e svelta ’l erba Di condizion superba, E della vil diradicato il seme. Del vostro stato omai alcun non teme; Perchè mezzane genti Reggono, ed ogni mezzo sempre esalta; Dal mezzo quasi mai non vien difalta. La Temperanza, che fa l’uom morale E dà il modo a viver con costume, Nelle porcine stalle era condotta: Questa nell’ultim’ora era mortale; E voi con chiaro e valoroso lume L’avete tratta di sì trista grotta, Specchiando in lei la vostra mente dotta: Onde soverchia turbazione od ira O sfrenato appetito non v’accende. Per questa si difende L’alma ed il corpo ed ogni ben terreno: Dove non regna, ogni signor vien meno. Ben giunse a questa mira Sardanapalo e Roboam e molti, Ch’a seguir le lor voglie furon stolti. La costante virtù, somma Fortezza, Ch’avea perdute tutte le sue membra, Sanata avete e messa nel suo loco. Sanza costei non può esser fermezza; Sanza costei riposo non s’assembra; Sanza costei ciascun rettor può poco. S’io dico il vero, il sa chi vide il gioco Già de’ maggiori e de’ minor da poi Che sì e no, fa e disfà, in un punto Seguivan sanza punto. Se quei che regge non s’attiene a questa, Qual è maggiore a’ popoli tempesta? Dunque, s’io penso a voi, E terra inferma e stato sanza legge Per voi con forma si mantiene e regge. Canzon, a’ miei signor ti rappresenta, E con lor ti rallegra, come quelli Che drieto a ria fortuna han dolce tempo: Umilemente a ciaschedun rammenta Che tutti i buoni faccian lor fratelli, E faccia ben chi può quand’egli ha il tempo. Pruova ne face il tempo; Chè tal d’offender ebbe il laccio teso Che poi da quello è giustamente preso.