Italian poem
Poi che virtù fa l'uom costante e forte
by Franco Sacchetti (1332–1400)
Poi che virtù fa l’uom costante e forte, A virtù corra chi vuol fuggir morte. Che val fuggir quel che sempre s’appressa E che ci guida ogn’ora a mortal fine? Corre la nostra vita e mai non cessa, In fin che giugne all’ultimo confine. Chi più combatte contro a tal ruine, Più tosto è vinto e più s’appressa a morte. Che vai terra cercare o aer sano E in quello viver coll’alma corrotta? Oh pensier cieco ignorante e vano! Tant’è tua mente da’ vizi condotta, Che l’alma immortal conguidi ogn’otta E ’l mortal capo vuo’ campar da morte. Che val, mia canzonetta, che tu canti Di quel che ciaschedun pianger dovrìa? Vattene pure e dillo a tutti quanti, Ch’alcun non fu già mai nè è nè fia Che passar non convegna quella via Che ciascun fugge e che ci guida a morte.