Versos Italian Gabriele D'Annunzio Canto augurale per la nazione eletta

Italian poem

Canto augurale per la nazione eletta

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CANTO AUGURALE PER LA NAZIONE ELETTA.

I

la Nike, la vergine santa? Italia! Italia!

La volante passò. Non le spade, non gli archi, non l’aste, ma le glebe infinite. Spandeasi nella luce il rombo dell’ali sue vaste e bianche, come quando l’udìa trascorrendo il peltàste su’l sangue ed immoto l’oplite. Italia! Italia!

Lungo il paterno fiume arava un uom libero i suoi pingui iugeri, in pace. Sotto il pungolo dura anelava la forza dei buoi. Grande era l’uomo all’opra, fratello degli incliti eroi, col piede nel solco ferace. Italia! Italia!

La Vittoria piegò verso le glebe fendute il suo volo, sfiorò con le sue palme la nuda fronte umana, la stiva inflessibile, il giogo ondante. E risalìa. Il vomere attrito nel suolo balenò come un’arme. Italia! Italia!

Parvero l’uomo, il rude stromento, i giovenchi indefessi nel bronzo trionfale

eternati dal cenno divino. Dei beni inespressi gonfia esultò la terra saturnia nutrice di messi. O madre di tutte le biade, Italia! Italia!

La Vittoria disparve tra nuvole meravigliose aquila nell’altezza dei cieli. Vide i borghi selvaggi, le bianche certose, presso l’ampie fiumane le antiche città, gloriose ancóra di antica bellezza. Italia! Italia!

E giunse al Mare, a un porto munito. Era il vespro. Tra la fumèa rossastra alberi antenne sàrtie negreggiavano in un gigantesco intrico, e s’udìa cupo nel chiuso il martello guerresco rintronar su la piastra. Italia! Italia!

Una nave construtta ingombrava il bacino profondo, irta de l’ultime opere. Tutta la gran carena sfavillava al rossor del tramonto; e la prora terribile, rivolta al dominio del mondo, aveva la forma del vomere. Italia! Italia!

Sopra quella discese precípite l’aquila ardente, la segnò con la palma. Una speranza eroica vibrò nella mole possente. Gli uomini dell’acciaio sentirono subitamente levarsi nei cuori una fiamma. Italia! Italia!

Così veda tu un giorno il mare latino coprirsi di strage alla tua guerra e per le tue corone piegarsi i tuoi lauri e i tuoi mirti, o Semprerinascente, o fiore di tutte le stirpi, aroma di tutta la terra Italia, Italia, sacra alla nuova Aurora con l’aratro e la prora!