Versos Italian Gabriele D'Annunzio Cicogne

Italian poem

Cicogne

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Oh diafane linfe con strepiti e risa giù a ’l mare ne ’l dubbio crepuscolo di ottobre defluenti, si come da ’l vivo mio cuore co ’l sangue il pitïambico

lascivo!… Sopra i colli sorride di un verde lïeve il cielo; poche nuvole su su da la marina, sembianti ad un gruppo d’abeti, bianche per l’alto slanciansi;

e slanciansi alla riva de ’l fiume foltissimi i salci; tra i salci un bove grigio alza l’umido muso biasciando, e da li occhi sereni guata. Di là due giovini

vaghe, figlie de’ campi, s’avanzan co ’l canto: a lor cingon rossi corpetti il vergine seno, e canestri enormi di grappoli portan su ’l capo. Passan lente perdendosi

tra li alberi. Oh penombra suave!… Si levan d’intorno luccicanti fantasimi a volo, e si perseguono ratti, vaniscono a l’aure, riscintillano, rotano,

intrecciansi, confondonsi, muoion per sempre irridendo, oh quanti, oh quanti!… Naviga placida per il fiume una vela purpurea; in alto una gran schiera candida

di cicogne in silenzio dilungasi ad austro, e dilegua, dilegua come nuvola per cieli d’adamante incalzata da Borea… Io sento venir per l’aure un cantico

egizio e il suon de’ sistri. O Anubi, sei tu che in quest’aure spiri? O sei tu, gran figlio di Nïobe, frugifero nume, a cui sursero templi alti e l’are fumarono

opime? E non è questo il Nilo? e là giù non s’asconde la Sfinge? e tu, o Nemesi, dai misterïi d’Iside vieni si bianca e raggiante, con l’occhio pien di viridi

lampi, tutte donate a l’amplesso de’ vènti le chiome? In alto in alto passano, come dardi, due sperse cicogne; e vanisce la vela ne la notte precìpite.