Versos Italian Gabriele D'Annunzio Per la Regina

Italian poem

Per la Regina

by

Listen in the reader

E questa che la Vila con un canto incoronò del crine di viola folto come la treccia che di schianto lasciò la pia Gevròsima alla trave chiamando il fratel Mòncilo fra il pianto, questa guarda, Signore.

Volarono laggiù sul Monte Nero dodici aquile bianche con gran strido. Ed una a lei volò sul suo pensiero, e la coprì con velo insanguinato. Il vecchio padre, il candido guerriero, le piange in mezzo al cuore.

S’alzano dal confin serbico in frotte i corvi lordi. A valle la Boiana róssica, Scodra fumiga. La notte, ahi, stelle più non ha sul Nero Monte. «Miei falchi, in piè!» Chiama all’estreme lotte il veglio, e conta l’ore.

«In piè, falchi miei!» grida il Re canuto. Senza pane, senz’acqua, senza sonno negli occhi, giorno e notte han combattuto. Sinché nevichi al monte, è grassa guerra. Mangiato han neve e neve hanno bevuto, e munto hanno il dolore.

Prega pel Re la figlia sua Regina che in sogno sta tra due fiumane calde. Or quale d’esse fa più gran rapina, o nell’aspra Cernàgora o nel Carso brollo? A quest’una la pregante inclina l’ombra del tuo pallore.

Prega per due Re prodi, e figlia e sposa. Veglia e s’affanna per due mute piaghe. Non su l’un fianco né su l’altro posa. Elena, Nostra Donna di due Spade! Ella è per noi due volte gloriosa. Tu guardala, Signore.