Versos Italian Gabriele D'Annunzio Rosa

Italian poem

Rosa

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Pallida rosa, che da ’l verde céspite ridi con disìo placido a ’l bel vale d’amor de ’l sole occiduo e gli mandi i tuoi balsami,

senti tu tra le foglie i dolci fremiti ch’or la natura scuotono? intendi la canzon che canta Zefiro tra’ rami di que’ platani?

Ecco, il tuo stelo trema a ’l bacio languido d’un’amante libellula, e le viole invidïando guardano i tuoi divini gaudii:

da l’orïente la stella di Venere ti vibra il raggio pronubo, mentre le gaie rondini cinguettano per te l’epitalamio.

Le petulanti passere rispondono da le pampinee pergole con trilli, con garriti di letizia e piluccando i grappoli.

La cascatella i piccoli echi suscita per li verdi silenzii, simile a suon di chitarrino e flauto in nuzïal corteggio…

Deh, come lieta l’armonia de l’etere in questa solitudine! Come son belli questi tuoi connubii, o cara terra vergine!

Io chiedo un’onda di celesti effluvii a ’l sacro fior di Venere: chiedo che un raggio de’ suoi caldi vesperi doni a’ miei carmi Apolline.