Italian poem
Xlviii
Fulvio le ciglia ad Acomàte fora, Onde fur gli occhi eternamente oscuri, E fora il core a Dragomano ancora: Tanto il brando cacciò tra gli ossi duri. Così feriansi, e s'innalzava ognora Ferocissimo suon d'aspri tamburi, Ed ognor consigliava a sprezzar morte L'altiero fiato de le trombe intorte.