Italian poem
Zefiro corse, e presi i nembi a scherno
Zefiro corse, e presi i nembi a scherno La terra di bei fior fece gioconda; Poi sotto il carro dell’ardore eterno Le spiche n’indorò Cerere bionda: Oggi buon genitor di buon Falerno Viensene Autunno, che di frutti abbonda; Indi spargerà neve orrido Verno, E d’ogni rivo porrà freno all’onda. Or se nulla quaggiù tien fermo il piede, Che non s’apprende dal volubil anno A fugace piacer non prestar fede? Teco parla così carco d’affanno, Bamberin bene amato, un, che sel vede, Ne sciorsi sa dal manifesto inganno.