Italian poem
Mesta e pentita de' miei gravi errori (Lucas)
by Gaspara Stampa (1523–1554)
MESTA e pentita de’ miei gravi errori E del mio vaneggiar tanto e sì lieve, E d’aver speso questo tempo breve Della vita fugace in vani amori, A te, Signor, che intenerisci i cori, E rendi calda la gelata neve, E fai soave ogni aspro peso e greve A chiunque accendi de’ tuoi santi ardori, Ricorro, e prego che mi porghi mano A trarmi fuor del pelago, onde uscire, S’io tentassi da me, sarebbe vano. Tu volesti per noi, Signor, morire, Tu ricomprasti tutto il seme umano; Dolce Signor, non mi lasciar perire.