Italian poem
Canti — XXXVIII (Io qui vagando al limitare…)
Io qui vagando al limitare intorno, Invan la pioggia invoco e la tempesta. Acciò che la ritenga al mio soggiorno.
Pure il vento muggìa nella foresta, E muggìa tra le nubi il tuono errante, Pria che l'aurora in ciel fosse ridesta.
O care nubi, o cielo, o terra, o piante. Parte la donna mia: pietà, se trova Pietà nel mondo un infelice amante.
O turbine, or ti sveglia, or fate prova Di sommergermi, o nembi, insino a tanto Che il sole ed altre terre il dì rinnova.
S'apre il ciel, cade il soffio, in ogni canto Posan l'erbe e le frondi, e m'abbarbaglia Le luci il crudo Sol pregne di pianto.
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