Italian poem
Dal Greco di Simonide
Ogni mondano evento È di Giove in poter, di Giove, o figlio. Che giusta suo talento Ogni cosa dispone. Ma di lunga stagione Nostro cieco pensier s'affanna e cura. Benché l'umana etate. Come destina il ciel nostra ventura. Di giorno in giorno dura. La bella speme tutti ci nutrica Di sembianze beate. Onde ciascuno indarno s'affatica: Altri l'aurora amica. Altri l'etade aspetta; E nullo in terra vive Cui nell'anno avvenir facili e pii Con Pluto gli altri iddii La mente non prometta. Ecco pria che la speme in porto arrive, Qual da vecchiezza è giunto E qual da morbi al bruno Lete addutto; Questo il rigido Marte, e quello il flutto Del pelago rapisce; altri consunto Da negre cure, o triste nodo al collo Circondando, sotterra si rifugge. Così di mille mali I miseri mortali Volgo fiero e diverso agita e strugge. Ma per sentenza mia, Uom saggio e sciolto dal comune errore Patir non sosterria, Nè porrebbe al dolore Ed al mal proprio suo cotanto amore.