Italian poem
Ai poeti
O arcadi e romantici fratelli Ne la castroneria che insiem vi lega, Deh finite, per dio, la trista bega, E sturate il forame de’ cervelli.
Del vostro pianto crescono i ruscelli E i fiumi e i laghi sí che l’alpe annega, E stanco è il Gusto a batter chiavistelli A questa vostra misera bottega.
Sentite in confidenza: i lepri e i ghiri Son lepri e ghiri, e non son mai leoni: Né Byron si rimpasta co’ delirî,
Né Shakspeare si rifà co’ farfalloni, Né si fabbrica Schiller co’ sospiri, Né Cristi e sagrestie fanno il Manzoni.
Dopo tanti sermoni, O baironiani, o cristïani, o ebrei, Ed o voi che credete ne gli dèi,
Lasciate i piagnistei; E, se più al mondo non avete spene, Fatevi un po’ il servizio d’Origene.