Italian poem
Ad Antonio Gussalli
Qual tra le íngiure di Fortuna e i danni I dí traesse di conforto nudi, Pur preparando ne’ solinghi studi Questa Italia novella a liberi anni,
Quel grande cui tremâr preti e tiranni E d’ogní servitú gli eterni drudi Quand’ei gli ozi turbò de’ tristi ludi Cui diritto è forza e son ragion gl’inganni,
Narrasti, ospite egregio; e i degni accenti, Che pietà di suo zel dritto infiammava, Piú vivi spirti a l’amor santo dierci.
Oh degno ei ben che de le fiacche menti L’oblio lui segua e de la turba prava E il feroce oltre al rogo odio de’ cherci!