Italian poem
Dietro a un ritratto dell'Ariosto
Questa che a voi, donna gentil, ne viene Imagin viva del divin lombardo Ne l’ampia fronte e nel fiso occhio e tardo Lo stupor de’ gran sogni anche ritiene.
Oh lui felice! il qual, poi ch’ebbe piene Tutte del mondo suo lieto e gagliardo Le carte, aprir piú non sostenne il guardo Sotto povero ciel, su meste arene.
E piú felice ancor! ché non favore Di prence e di vulgo aura ogn’or novella Né di tëologal donna l’amore,
Ma premio a’ canti era una bocca bella, Che del fronte febeo lenía l’ardore Co’ baci, e quel fulgea come una stella.