Versos Italian Giosuè Carducci Io triumphe

Italian poem

Io triumphe

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Dice Furio — Facciam largo a i Camilli Che vengon dopo un anno. Io de le trombe galliche a gli squilli Ritorno, ei fuggiranno. —

E Mario — Spegner l’oste entro i confini Patrii è barbara cosa. Trionfo a i nuovi imperador latini, A i vinti di Custosa! —

E Duilio — Tre zattere di legno Ed il valor romano Bastava. Or fuggo: ci vuol troppo ingegno A essere Persano. —

E Virginio — Che far? Non ho figliuole Altre da dare a gli Appi. Questo mio ferro vecchio or niun lo vuole Né men per cavatappi. —

E Tullio — L’orazion mia per costoro È troppo larga o stretta. Lasciamo a Stanislao Pasquale il fòro, E il senato al Pancetta. —

E Tacito — O mie storie ispide e tese, O mio duro latino, Cediamo il posto a l’orvietan marchese Al Bianchi e a Pasqualino. —

E Bruto — Via da questa plebe stolta! Mi faría com’ a un cane Ne’ suoi circensi. Almeno ella una volta Voleva ancora il pane! —

E Marc’ Aurelio — Con questo po’ d’oro Che avanza, io non son gonzo. Fuggiam, fuggiam, non aspettiam costoro, O mio caval di bronzo. —

Cosí gli spirti magni entro il latino Ciel, di lor fuga mesto. Trionfa la Suburra, urla Pasquino — Viva l’Italia! io resto. —